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Keep on dancing

  • Immagine del redattore: Ing. Sisso
    Ing. Sisso
  • 1 mar 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Just keep on dancing to the beat

And love it, baby

Just keep on dancing, baby

Through the night

Just keep on dancing down the street

So make it, baby

We can be together tonight


*Clack*

Leo appoggio la testa sul volante della sua 127 ed espirò profondamente, spense la luce dell’abitacolo e contemplò il brusio di sottofondo attorno a sé. Raccolse le forze ed uscì a passo lento sul camminatoio del suo condominio.


Lavorare la mattina presto per lui doveva essere reso illegale, poca luce, troppo freddo e troppo silenzio, ore utili in cui si potrebbe dormire o fare qualsiasi altra cosa tranne che lavorare. D’altronde però come avrebbe potuto guadagnarsi da vivere con una laurea in arte moderna? Tralasciando professioni ingrate come quelle del professore o del ricercatore, che in Italia rasentano l’utopistico, le uniche possibilità erano quelle di inserirsi nel ‘’Giro’’ o di fare tutt’altro nella vita proprio come nel suo caso. L’operaio nei turni di notte, ecco il suo sopravvivere nella speranza che prima o poi avrebbe trovato il contatto giusto per entrare nel mondo dei grandi, nelle mostre, nei buffet e nelle serate bohemien di cui tanto leggeva all’università.


Tirò fuori un enorme mazzo di chiavi dalla tasca facendole però scivolare di mano con un conseguente schianto fragoroso sul battitacco dell’ingresso mischiato ad una bestemmia a denti stretti e successivo seguito di imprecazioni. Almeno era a casa finalmente.


Si guardò attorno stazionando in mezzo al salotto di casa, cercando insofferente qualcosa da fare o con cui occupare il proprio tempo ma nulla lo attirò come sperava. Si avvicinò alla propria libreria, immensa e straripante, ma anche in quel caso nulla da fare perciò si lasciò cadere a peso morto sul proprio letto con ancora la giacca addosso. Dover trovare qualcosa da fare è la parte peggiore del non voler fare nulla.


La stanchezza nel frattempo prese il sopravvento sulla noia.

Si addormentò.


Il sonno durò poco perché -forse per colpa del proprio subconscio- gli balenò in testa il pensiero di qualcosa indefinito da fare di cui però non ricordava con esattezza i dettagli, angosciandolo e facendolo levare dal letto con un colpo di reni improvviso. Ma certo, ecco cosa doveva fare, c’era la proiezione del nuovo lavoro di Martina!


Doveva però cambiarsi dalla tuta aziendale, fare la ‘’muta’’ in qualcosa di più consono per un evento del genere per quanto probabilmente organizzato fra pezzi e bocconi dentro alla sala di un vecchio teatro della città in cui abitava. Si decise per un paio di chinos grigi, camicia con righine rosse e verdi ed una cravatta blu navy, il tutto complessivamente lo rendeva vagamente somigliante ad uno di quei venditori di enciclopedie porta a porta che talvolta suonano alla porta di domenica, ma che per un’occasione del genere sarebbe andato più che bene. Raccolse la sua macchina fotografica e corse all’automobile a rotta di collo rimanendo nel tragitto anche impigliato nella maniglia di cancelletto con la tracolla della fotocamera, rischiando di capitombolare e di romperla dopo che gli era costata lo stipendio di un paio di mesi per il corpo e per l’obiettivo una cambiale di piombo che gli avrebbe gravato sul groppone per un annetto almeno.


Ma almeno era in strada ora ed era riuscito a spezzare le catene della noia.



Foto di copertina: Swapnil Sharma

Testo: "Keep On Dancing" di Clio & Kay (link)

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