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The Cinema Show

  • Immagine del redattore: Ing. Sisso
    Ing. Sisso
  • 21 mar 2022
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 29 mar 2022

La presentazione del cortometraggio di Martina era stata programmata all’interno di un vecchio centro polivalente comunale adibito in quella speciale occasione a sala da proiezione, dato che nel corso degli anni aveva svolto simultaneamente la funzione di palestra, teatro, rifugio invernale per senzatetto, sala per compleanni, battesimi, matrimoni, comizi e via dicendo.


Leo lo ricordava bene quel luogo dato che per anni lo aveva frequentato prima con i Piccoli Pionieri ed in seguito con la sua squadra di basket nei campionati di seconda e terza categoria, anche se non era mai riuscito ad abituarsi all’immutabilità estetica caratteristica di quel posto. Ogni singolo dettaglio rimasto invariato da vent’anni a quella parte: la perlinatura in abete delle pareti, il colore azzurrognolo dell’intonaco, i neon ronzanti incastonati dentro alle plafoniere di vetro opaco e zigrinato, la puzza di detersivo industriale e del pavimento in PVC sempre e comunque ricoperto di uno spesso strato di polvere. Il centro era situato in prima periferia attorniato da condomini di edilizia popolare da un lato e da campi coltivati dall’altro, pareva un piccolo monolite di cemento armato, con ampie vetrate sui fianchi a mostrarne l’ammuffito contenuto.


Raggiungerlo era diventato automatico nel corso del tempo ma questo non lo salvò dall’arrivare in ritardo a proiezione già iniziata.


La sua amica era appoggiata ad una porta di emergenza socchiusa con una sigaretta in mano, lo stava aspettando, consapevole che molto probabilmente sarebbe arrivato in ritardo stratosferico con la solita faccia da cane bastonato. Lo guardò con un sorrisetto beffardo mentre lui si avvicinava ad occhi bassi e passo lesto, sicuro della figuraccia e della delusione procurata alla sua amica. Non fu così stavolta.


“Stasera ho bisogno di parlarti un attimo finito tutto quanto” gli disse senza neanche salutarlo “Ci sono delle novità”, lanciò la sigaretta a terra per spegnerla e guidò Leo verso la porta socchiusa prendendolo per il braccio.


La sala era mezza vuota e prese posto in un angolo dell’ultima fila. Naturalmente aveva perso buona parte del film quindi gli risultava inutile seguire della trama, si limitò perciò ad osservare le immagini roteare sullo schermo cadenzate dai suoni sintetici di una canzone industrial mischiata con vari effetti sonori. “L’avantgarde postmoderna trova sempre il modo di splendere, anche in un posto ammuffito come questo” pensò Leo infilando le mani in tasca. Un paio di mani si appoggiò sulle sue spalle, “Cos’è questa storia che hai rifiutato il colloquio con la gallerista?” sibilò maliziosa Martina chinandosi verso la sua nuca, “Pensavo volessi rilanciare il grande Lex partendo dalle mostre della Bachetti o ti stai forse appassionando alla catena di montaggio?” disse scivolando verso la sedia al suo fianco. “Eccola che inizia” pensó girandosi verso la proiezione.




Foto di copertina: Anastasia Vityukova

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