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A P.

  • Immagine del redattore: La Dantesca
    La Dantesca
  • 27 ott 2022
  • Tempo di lettura: 3 min

A P., sulle sponde del fiume, s’erge un casermone, un ex panificio semi-distrutto, che tutti conoscono come Teatro “Mirella Espace”. Le finestre sono serrate da locandine e fogli di giornale, con data ‘88 e titoli altrettanto vintage. L’ecomostro verace ha una “natura” tutta sua e gli abitanti della città, per un motivo o un altro, gli sono sempre legati. Così, a 30 anni dall’inaugurazione, il Bel Teatro resiste e con la sua programmazione eclettica - nda. non c’è ironia - continua a crescere generazioni di artisti della drammaturgia. Anche io, nel bene e nel male, non posso evitare di provare, verso quell’edificio grigio con insegna neon verde - nda. e nemmeno qui, purtroppo, v’è ironia - un certo, austero, rispetto. Questo teatro, è la metafora perfetta per descrivere P.


Un cancello bianco, dalle ante logore e chiuse da una catena arrugginita, nasconde al pubblico il retro del teatro, completamente cementato e con vegetazione scarsissima. L’unico polmone verde: una palmetta, alta, che si erge ai piedi della scaletta d’accesso alla sala e qualche pianta infestante. Al secondo piano, sorge una targa di una vecchia palestra, dal nome “River”, per il fiume P. adiacente. Un alto palo della luce illumina inquisitorio la strada e rifrange il cartello del “dare precedenza” poco distante. Cercando su internet, l’unica prova dell’effettiva esistenza di questo - autonomamente soprannominato - “fitness club” fa affidamento al sito della FI**** (Federazione Italiana ******* e ********?).


Il sito è evidentemente poco aggiornato. Poco importa, a P. molte cose giacciono nascoste, come in un sottoterra segreto, P. è un grande scantinato di scartoffie e malapolitica, con qualche nome importante di qua e di là.


Saranno le opere di Ennio Fra’Piano a far riacquisire alla città il suo vero splendore o magari le dolci parole del poeta G. Mannunzino?


Ecco, a riguardo.


Non molti sanno che il Liceo Mannunzino di Via V. ha la forma di una “M”: no, non fu solo per saziare il famelico ego del famoso poeta p.-ese, che umilmente prestò il nome alla struttura, bensì un dubbia costruzione a favore del fascistissimo Mussolini, amico del Mannunzino. Ecco, il sommo poeta divenne l’esempio p.-ese per eccellenza. La sua eleganza, il suo essere magister elegantiae, la condotta eroica. P. rilancia tuttora la sua figura come simbolo della grandiosità cittadina. Al tempo stesso, la dubbia identità politica, l’istrionismo, la sfacciataggine, sono radicate nella sua essenza e si riflettono in lui così come nella cultura cittadina.


Eppure a P. si vive bene. Il mare, il centro, il ponte che stava per crollare per una gru… Anche se non se lo meriterebbe, anche se il suo sindaco ha deciso di prendere a martellate una fontana, mantiene il suo fascino. "Gusto dell'orrido", potrebbe azzardare qualcuno, ma posso assicurare che chiunque la conosca porti con sé un pezzo di questa città. Sarà perché ci sono nata, anzi sono certa sia questo il motivo, però quel pezzetto me lo porto dietro anch'io.


Sì, lo riconosco, vivere a P. non è stato facile. Insomma, diciamocelo: il problema di P. é il fascismo. Non sto a raccontarvi lo scandalo dei tipi ubriachi davanti al Liceo già citato, oppure di Blocco Studentesco, con una sede proprio nella nostra città. No, non parlerò nemmeno delle ripetute aggressioni a sfondo omofobo in pieno centro, o dell'amministrazione che ha rifiutato di dare il patrocinio durante il periodo del Pride. Quel "pezzetto di P." che tutti si portano dentro, non ha niente a che fare con tutto questo.


Il pezzetto di P. che porto con me, è quella longeva resistenza che associazioni come "Jonathan - Diritti in movimento" promuovono sul territorio con forza e decisione. Resiste in me, ma non solo, una piccola speranza che qualcosa cambi: la volontà di vedere questa città, come tante altre, guardare al mondo con gli occhi dell'accoglienza. Non so se P. cambierà mai, ma posso sicuramente continuare a sperarlo. Insomma, spero almeno che puliscano 'ste finestre del teatro, in fondo, a togliere i giornali dai vetri non ci vuole mica tanto.


Foto di copertina: Proteste a P. - foto de La Dantesca

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