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Casual ma non troppo

  • Immagine del redattore: Numerale
    Numerale
  • 22 set 2022
  • Tempo di lettura: 4 min

Da videogiocatore molto appassionato mi è capitato a volte di sentirmi dire: “Perché provi così tanta antipatia per i casual?”. Ora, per rispondere a questa domanda dobbiamo rispondere prima alla seguente domanda: che cos’è un casual gamer?


Un casual gamer è una persona che non gioca ai videogiochi in maniera competitiva o che non vi mette impegno o per mancanza di voglia o perché non la ritiene una cosa a cui dare una particolare importanza, sentimento che posso condividere dal momento che i videogiochi devono essere uno svago e non una fissazione che ci porti via concentrazione, troppo tempo libero o denaro. E qui vi chiederete che cosa ci sia di male, non fanno male a nessuno, no?


Sbagliato! Vedete, i casual, nei videogiochi come nelle altre cose, sono quella zanzara estremamente irritante che vi tiene svegli la notte, quella piccola fonte d’irritabilità che non fallisce mai nel farvi sbuffare e nel farvi scuotere la testa con disapprovazione. Non vi basta come spiegazione? Va bene amici miei, cercherò di farvi entrare nei miei panni.


Ora, immaginate di essere un soldato, è stata una lunga guerra e voi siete molto stanchi ma c’è un’ultima missione, perché diciamolo, c’è sempre un'ultima missione: dovete entrare in un magazzino dove si nascondono dei terroristi e distruggere il loro equipaggiamento, sapete che potreste morire ma l’importante è l’obbiettivo, quindi decidete di gruppo che un approccio furtivo sia la cosa migliore per tutti. Camminate lentamente, attenti a non fare rumore e a non farvi vedere quando arriva lui, il commilitone che nessuno vorrebbe avere: xXx_ad0lf_h1tler_69420_xXx. Ad0lf se ne frega di tutto e di tutti, mentre voi vi impegnate a non venire localizzati e avete silenziato le armi, lui corre in giro sbattendo i piedi, sparando a caso con una mitragliatrice da assalto e ogni volta che cercate di dirgli di fare silenzio lui non vi dà risposta e per quanto ne potete sapere potrebbe pure essere un sordomuto. È solo dopo che siete stati tutti malamente crivellati, mentre giacete per terra morenti che inizia a parlare... Rumore statico, seguito da una voce lontana che sembra venire da una grotta in cui qualcuno sta girando con l’aspirapolvere mentre un cane abbaia e l’unica cosa che riuscite a sentire è quello che appare essere un dodicenne piangente che grida “Я тупая крыса и доказательство того, что в России недостаточно абортируют детей”, per poi ammutolirsi di nuovo. Ed eccovi lì al turno successivo, che ricomprate le armi e dite ad Ad0lf di fare silenzio, ma lui è gia partito con la stessa mitragliatrice e sta già saltando in giro ripetendo la stessa tiritera, perderete la partita 3-18 e verrete perculati pure dall'avversario che é restato immobile allo spawn per tre quarti della partita.


Capite ora? Il casual non si limita a rovinare la propria giornata, lui ha il bisogno psicofisico di rovinare anche quella degli altri, un po’ come la vecchietta davanti a voi al bancomat che sbaglia un’operazione di base otto volte e quando questo gli trattiene la tessera lei, presa dal panico cerca di inserire la tessera dei punti della Conad.


Per chi ancora avesse dei dubbi ho qui per voi un altro esempio: immaginate di esservi ritrovati con i vostri amici cinefili al vostro club esclusivo dove ogni settimana guardate un film per poi discuterne, stavolta tocca al vostro al vostro amico Caio Sempronio cheha scelto “Blue is The Warmest Color”, ed è qui che nasce il problema. Caio per qualche ragione si è presentato nudo, e dopo aver fatto partire il film si limita a skippare tutte le scene che non siano quelle di sesso lesbo esplicito e come ciliegina sulla torta inizia a masturbarsi, ma non a masturbarsi come una persona normale, no, lui geme a voce abbastanza alta e ogni tanto cerca pure il contatto visivo con le altre persone presenti nella stanza e dopo essere venuto sul proiettore quando provate a dirgli che magari questa era una cosa che poteva fare nel privato delle mura domestiche si limita a ridere sotto i baffi e a dire “tetteheheh”.


Il casual è quella persona che durante il progetto universitario di gruppo in cui dovete recensire un libro vi dice che lui non l’ha capito, ha provato a leggerlo ma poverino c’erano solo parole e neanche un’immagine da colorare, quindi si limita a scrivere il titolo del progetto, commettendo quattro errori di ortografia e non si presenta durante la presentazione.


Il casual si presenterà alla prima del vostro spettacolo teatrale in bermuda, con una maglietta dei Metallica che ha visto tempi decisamente migliori e per par condicio, con una cravatta beige. Voi direte che è solo fuori luogo ma sfortunatamente sbagliate perché vi manca un dettaglio: tutti i casual sono egocentrici, sono incapaci di ammettere che magari hanno commesso un errore mentre in realtà sono gli altri che non gli danno pace e che prendono le cose troppo seriamente, quindi magari a lavoro dopo che questi hanno tirato una mano di vernice sulle siepi invece che sui muri, alle vostre proteste vi diranno di farvi una risata e che non è la fine del mondo. Perché è questo il vero problema del casual, è irritante come calpestare una merda con delle scarpe nuove, il casual potrà causare la terza guerra mondiale, tre miliardi di morti in un cataclisma nucleare, il ritorno del nazifascismo e l’inizio dell’Apocalisse biblica ma quando gli direte che poteva anche evitare vi dirà: “Eh figa scusa se non siamo mica tutti bravi come te” per poi andare dal primo sopravvissuto che trova e dirgli che (nonostante lui non ami sparlare della gente perché non è mica quel tipo di persona eh) è un po’ convinto che voi siate un dito in culo.




Foto di copertina: Sigmund su Unsplash


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